Endocrinologo 2018-06-07T09:09:25+00:00

Sistema Endocrino


SISTEMA ENDOCRINO: e’ un SISTEMA DI COMUNICAZIONE tra le cellule e gli organi.

GHIANDOLA ENDOCRINA:organo che produce e immette nel circolo sanguigno sostanze biologicamente attive dette ORMONI, in grado di stimolare funzioni di altri organi, attraverso il legame con recettori specifici  presenti sulle cellule dei diversi organi.

Il SISTEMA ENDOCRINO comprende molte ghiandole:

  • IPOFISI: situata alla base del cervello, dietro il naso, produce gli ormoni che controllano la funzionalità della maggior parte delle altre ghiandole endocrine: è la “centralina” del sistema endocrino. Inoltre produce l’ormone della crescita – che presiede anche alla crescita staturale nel bambino-  e la prolattina, che regola l’allattamento nella donna; la parte posteriore dell’ipofisi produce  l’ormone antidiuretico, che interviene nel regolare il senso della la sete e l’eliminazione dell’acqua attraverso i reni.
  • TIROIDE
  • PARATIROIDI, che sono collocate vicino alla tiroide, ma svolgono funzioni diverse e producono un ormone che regola l’assorbimento del calcio.
  • SURRENI, che producono il cortisolo e altri ormoni che intervengono  anche nel controllo della pressione arteriosa.
  • GONADI (OVAIO, TESTICOLO) che presiedono alla funzione riproduttiva.
  • INSULE PANCREATICHE, che producono –tra l’altro- l’insulina.

Ora ci occupiamo della TIROIDE:

E’ una ghiandola endocrina situata alla base del collo, davanti alla trachea.  Produce gli ormoni tiroidei,  detti tetraiodotironina o tiroxina (T4) , che contiene nella sua struttura molecolare 4 atomi di iodio, e triodotironina (T3) che continente 3 atomi di iodio per molecola. Parte della T3  deriva dalla trasformazione della T4 nell’organismo.

La funzionalità della tiroide è stimolata dall’ormone tireostimolante  (TSH) prodotto dall’ipofisi.  Il TSH si lega a specifici recettori  presenti sulla cellule tiroidee  e stimola la captazione dello iodio e la sintesi degli ormoni tiroidei, che  vengono immessi nel sangue.

Gli ormoni tiroidei  a loro volta riducono la secrezione ipofisaria di TSH (feed-back negativo), mantenendo cosi’ il sistema in equilibrio, con una quantità “giusta” di ormoni tiroidei nell’organismo.

Il buon funzionamento della tiroide è necessario per la nostra  salute: gli ormoni tiroidei infatti intervengono nel controllare la funzionalità del cuore, dei muscoli, dell’apparato respiratorio, dell’apparato digerente e del cervello. Inoltre stimolano la produzione dei globuli rossi ,  favoriscono  l’abbassamento delcolesterolo, promuovono l’utilizzazione dei grassi e stimolano la sintesi delle proteine. Svolgono anche un ruolo importante nello sviluppo del sistema nervoso e nella crescita.

Come in tutte le cose,  ci vuole la giusta misura.

La insufficiente produzione di ormoni tiroidei  da parte della tiroide causa una condizione definita IPOTIROIDISMO, che è facilmente curabile somministrando la dose giusta di ormone tiroideo. Anche l’eccesso di ormoni tiroidei però è dannoso per l’organismo e  quando la tiroide funziona troppo (IPERTIROIDISMO) sono necessarie terapia apposite per ricondurre  nella norma i livelli di ormoni tiroidei nell’organismo.

Spesso la tiroide si ingrossa e un aumento di volume della tiroide si definisce “GOZZO”. Una delle piu’ comuni cause di sviluppo del gozzo è la carenza di iodio nell’ambienteInfatti, come abbiamo visto primalo iodio è un “mattone” fondamentale per la sintesi degli ormoni tiroidei. Se l’apporto di iodio è insufficiente, la tiroide si ingrossa nel tentativo di produrre una quantità sufficiente di ormoni tiroidei. Con il passare del tempo, nell’ambito del gozzo, tendono a formarsi dei noduli (GOZZO NODULARE).

La carenza di iodio su scala mondiale è anche la prima causa di ipotiroidismo.  Lo è stata in maniera molto importante in passato anche in Italia, particolarmente in alcune  zone montane delle Alpi (tra cui la liguria) in cui il suolo e le acque  erano molto poveri di questo elemento (zone gozzigene), per cui  molte persone erano affette da gozzo voluminoso e da  ipotiroidismo. Il miglioramento dell’alimentazione e delle condizioni sociali di vita ha portato fortunatamente ad una riduzione di  queste forme conclamate.

Il gozzo, semplice e nodulare, resta però una patologia molto frequente nella popolazione generale (10-20%).

Alterazioni della funzionalità della tiroide possono anche essere indotte da malattie “autoimmuni”, in cui l’organismo produce una reazione immunitaria verso la tiroide stessa, che puo’ portare ad un suo malfunzionamento. ( vedi tiroiditi autoimmuni )

SIGNIFICATO dell’USO DEL SALE IODATO:

Lo iodio è un elemento scarso in natura e viene assunto con l’acqua e con il cibo (non con “l’aria”). E’ un micronutriente essenziale che viene concentrato quasi esclusivamente nella tiroide. Gli alimenti piu’ ricchi di iodio sono i pesci e i crostacei, ma è presente anche nelle uova, nel latte e nella carne. La quantità di iodio contenuta negli alimenti pero’ non è sufficiente. Il fabbisogno quotidiano di iodio, stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è di 150 microgrammi al giorno (è una quantità molto piccola, teniamo presente che  un microgrammo corrisponde ad un millesimo di milligrammo).

Un modo semplice per assumere la “giusta” quantità giornaliera di iodio è l’uso abituale del sale iodato per cucinare.

Il sale iodato è normale sale da cucina, addizionato artificialmente  con  iodio (legge n. 55 21 marzo 2005 “Disposizioni finalizzate alla prevenzione del gozzo endemico ed altre patologie da carenza iodica”). In Italia,  1 grammo  di  sale iodato contiene  circa 30 microgrammi di iodio, per cui l’apporto medio totale di  5 grammi di sale al giorno con l’alimentazione  fornisce   150 microgrammi di iodio, sufficienti a coprire il fabbisogno. Pertanto, non occorre usare “piu’ sale”, anche perché l’eccesso di sale fa male al nostro organismo, in particolare all’apparato cardiovascolare.

E’ particolarmente importante usare il sale iodato sin da  bambini e da adolescenti,  perché rappresenta un semplice modo per prevenire lo sviluppo futuro del gozzo nelle giovani generazioni.

 Nella donna in gravidanza e in allattamento il fabbisogno di iodio aumenta a 250 microgrammi al giorno. Pertanto, oltre al normale uso del sale iodato (senza aumentare la quantità di sale), si associano integratori formulati appositamente per queste fasi della vita.

Mentre quantità “giuste” di iodio sono indispensabili per una buona salute della nostra tiroide, quantità “eccessive” di iodio possono essere dannose per il corretto funzionamento della tiroide, potendo indurre sia una eccessiva produzione di ormoni tiroidei nei soggetti predisposti, sia al contrario una riduzione della funzionalità tiroidea.

Pertanto:…poco sale, ma iodato!secondo quello che è diventato uno slogan classico della Giornata Mondiale della Tiroide.

Alcune curiosità storiche:

  • La tiroide come entita’ anatomica  viene individuata nel Rinascimento, dai grandi anatomisti  (Leonardo da Vinci, Andrea Vesalius).
  • Il termine “tiroide”  è stato introdotto per la prima volta nel ‘600 e  viene dal greco “scudo”, perché la cartilagine laringea davanti alla quale si colloca la tiroide ha la forma di uno scudo.
  • 1813: Courtois, Clément e Desormes descrivono la scoperta dello IODIO (dal greco “colorato di viola”), come vapore violetto ottenuto dal trattamento di ceneri di alghe; tale gas veniva poi condensato in cristalli.
  • La tiroxina è stata isolata nel 1914 (C. Kendall)